Conto Termico 3.0: guida 2026 al rimborso fino al 65%

Riqualificare un immobile dal punto di vista energetico nel 2026 significa confrontarsi con uno scenario normativo profondamente cambiato rispetto agli anni dei grandi bonus edilizi. Il progressivo ridimensionamento delle detrazioni fiscali tradizionali e l’obbligo di attendere dieci anni per recuperare il credito d’imposta nella dichiarazione dei redditi spingono proprietari di casa, condomini e aziende a cercare strumenti finanziari più rapidi, liquidi e sostenibili. In questo contesto, il Conto Termico 3.0 (introdotto dal D.M. 7 agosto 2025 e pienamente operativo nel 2026) rappresenta l’opportunità più vantaggiosa del mercato: non uno sconto sulle tasse future, ma un contributo a fondo perduto erogato direttamente tramite bonifico bancario dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici).

La misura copre fino al 65% delle spese ammissibili per i soggetti privati e le imprese (arrivando fino all’80%-100% per specifici edifici pubblici), ma l’enorme successo registrato nei primi mesi del 2026 ha portato il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) a intervenire in autunno con un decreto correttivo per bilanciare i fondi, introdurre nuovi obblighi documentali e rafforzare i controlli. Conoscere nel dettaglio requisiti, tabelle dei massimali e novità normative è fondamentale per progettare i lavori senza commettere errori che potrebbero compromettere l’incasso dell’incentivo.

 

Cos’è il Conto Termico 3.0 e come funziona il contributo a fondo perduto per la riqualificazione energetica

Il Conto Termico 3.0 è il meccanismo statale gestito dal GSE che finanzia interventi di piccole dimensioni finalizzati all’incremento dell’efficienza energetica degli edifici esistenti e alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili. A differenza dell’Ecobonus o del Bonus Ristrutturazioni, questo strumento non agisce sulla capienza fiscale del contribuente: chi realizza i lavori riceve un rimborso monetario diretto sul proprio conto corrente.

I punti di forza operativi della versione 3.0 rispetto al passato sono tre:

  • Erogazione in un’unica rata fino a 15.000 euro: per i soggetti privati e le imprese, la soglia per ricevere l’intero contributo in un singolo bonifico è stata triplicata rispetto ai vecchi 5.000 euro del Conto Termico 2.0. Se l’incentivo calcolato è pari o inferiore a 15.000 euro, il GSE liquida l’importo in un’unica soluzione entro circa 60-90 giorni dall’attivazione del contratto.
  • Rateizzazione breve per i grandi interventi: quando il contributo spettante supera la soglia dei 15.000 euro, il pagamento non viene spalmato su dieci anni, ma viene erogato in quote annuali costanti nell’arco di 2 o 5 anni, in base alla tipologia e alla taglia dell’intervento realizzato.
  • Dotazione finanziaria strutturale da 900 milioni di euro annui: il fondo non ha una scadenza annuale legata alla singola Legge di Bilancio, ma è una misura strutturale che mette a disposizione 900 milioni di euro ogni anno, ripartiti tra Pubbliche Amministrazioni e soggetti privati (persone fisiche, condomini e imprese).

L’accesso ai fondi avviene per i privati attraverso la modalità ad Accesso Diretto: i lavori devono essere prima conclusi e pagati; successivamente, entro il termine perentorio di 90 giorni dalla data di fine lavori, il Soggetto Responsabile (o un tecnico/impresa delegata) carica la richiesta sul Portaltermico 3.0.

 

Requisiti Conto Termico GSE e soggetti beneficiari: la grande apertura a imprese e terziario

Una delle evoluzioni più rilevanti introdotte dal Conto Termico 3.0 riguarda l’ampliamento della platea dei beneficiari e delle categorie catastali ammesse. Nella precedente versione dell’incentivo, gli interventi sull’involucro edilizio (come il cappotto termico o la sostituzione degli infissi) erano riservati quasi esclusivamente alla Pubblica Amministrazione. Con le regole vigenti nel 2026, il meccanismo si apre in modo deciso al mondo produttivo e associativo.

Possono richiedere l’incentivo quattro macro-categorie di soggetti:

  1. Soggetti privati (persone fisiche e condomini): proprietari o titolari di un diritto reale o personale di godimento su unità immobiliari residenziali (categorie catastali da A/1 ad A/7 e A/11, con esclusione di A/8 e A/9). In ambito residenziale sono incentivati tutti gli interventi di sostituzione degli impianti termici con fonti rinnovabili e sistemi ad alta efficienza (Titolo III).
  2. Imprese, professionisti e privati in ambito terziario: per gli immobili non residenziali appartenenti alle categorie catastali A/10 (uffici e studi privati), Gruppo B, Gruppo C (esclusi C/6 stalle/autorimesse e C/7 tettoie) e Gruppo D (escluso D/9), il Conto Termico 3.0 finanzia non solo il rifacimento degli impianti (Titolo III), ma anche gli interventi di efficienza energetica sull’involucro e sull’illuminazione (Titolo II).
  3. Enti del Terzo Settore (ETS): le associazioni, fondazioni e cooperative iscritte al RUNTS che non svolgono attività economica sono assimilate alle Pubbliche Amministrazioni, beneficiando di regole d’accesso agevolate e massimali potenziati; gli ETS di natura economica accedono invece secondo le regole previste per le imprese.
  4. Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e Autoconsumo Collettivo: le configurazioni di energia condivisa possono accedere direttamente ai contributi per potenziare l’efficienza e la decarbonizzazione degli edifici dei propri membri.
  5. Pubbliche Amministrazioni: comuni, scuole, ospedali, RSA ed enti pubblici, che possono operare sia tramite accesso diretto sia mediante prenotazione preventiva dell’incentivo prima dell’avvio del cantiere.

Per tutti i beneficiari valgono due requisiti tecnici imprescindibili: l’intervento deve essere eseguito su edifici esistenti regolarmente accatastati e dotati di un impianto di climatizzazione invernale già attivo prima dell’inizio dei lavori (quando l’opera prevede la sostituzione del generatore). Per le imprese, inoltre, il decreto richiede il pieno rispetto dei requisiti di regolarità contributiva e l’assenza delle cause di esclusione previste dal Codice degli Appalti (D.Lgs. 36/2023), oltre a escludere le aziende che si trovano in stato di difficoltà economica.

 

Incentivi Conto Termico 2026: sostituzione impianti pompe di calore e fotovoltaico tra le opere ammesse

Il catalogo delle opere agevolabili è suddiviso tra il Titolo II (Incremento dell’efficienza energetica negli edifici esistenti, riservato a PA, ETS e privati/imprese su immobili del settore terziario) e il Titolo III (Produzione di energia termica da fonti rinnovabili, aperto a tutti i soggetti, inclusi i privati residenziali e i condomini).

La novità più richiesta nel 2026 è l’ingresso nel Conto Termico 3.0 degli impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo e delle colonnine di ricarica per veicoli elettrici. Queste due tecnologie sono ammesse all’incentivo a una condizione tecnica ben precisa: devono essere realizzate congiuntamente alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale esistente con un nuovo impianto dotato di pompe di calore elettriche. In pratica, la pompa di calore funge da intervento “trainante” che sblocca il contributo a fondo perduto anche per il fotovoltaico e la batteria di accumulo.

Sul fronte della climatizzazione (Titolo III), il decreto ha inoltre allargato il perimetro tecnologico per rispondere alle esigenze dei condomini romani e degli edifici storici dove il passaggio diretto al “full electric” non è sempre immediato:

  • Pompe di calore elettriche o a gas (aerotermiche, geotermiche o idrotermiche) fino a 2.000 kW di potenza.
  • Sistemi ibridi factory made e pompe di calore bivalenti, che combinano in modo intelligente pompa di calore e caldaia a condensazione.
  • Pompe di calore “add-on”, ovvero unità integrabili su impianti di riscaldamento preesistenti per abbattere il consumo di gas senza dover smantellare l’intera centrale termica.
  • Impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria o a integrazione del riscaldamento (anche abbinati a tecnologie di solar cooling per il raffrescamento estivo).
  • Scaldacqua a pompa di calore in sostituzione di vecchi boiler elettrici o a gas.
  • Generatori a biomassa ad altissima efficienza e basse emissioni certificati.

Un ulteriore vantaggio introdotto nel 2026 è il Premio Made in UE: per gli interventi di efficienza energetica che impiegano componenti prodotti nell’Unione Europea o moduli fotovoltaici iscritti all’apposito Registro nazionale delle tecnologie per il fotovoltaico (con celle o moduli europei ad alta efficienza), la percentuale di incentivo riceve una maggiorazione dal 5% al 15% (di norma il +10% per l’involucro e l’illuminazione).

 

Tabelle massimali Conto Termico 3.0: percentuali di spesa e limiti di rimborso

Per pianificare il budget di una ristrutturazione è indispensabile conoscere i tetti di spesa e le aliquote applicate dal GSE. L’incentivo non viene calcolato in modo arbitrario, ma rispetta sia una percentuale massima sulla spesa ammissibile sia dei massimali specifici per metro quadro, per chilowatt installato o per singolo intervento.

La seguente tabella riepiloga le percentuali e i massimali per gli interventi sull’involucro e sugli impianti integrati (Titolo II – Immobili Terziario, Imprese, ETS e PA):

Codice e Tipologia di Intervento (Titolo II)

Percentuale Base Incentivata

Maggiorazioni Previste

Valore Massimo dell’Incentivo

II.A – Isolamento termico di superfici opache (cappotto termico pareti, coperture, solai)

40% della spesa

50% in zone climatiche E ed F; 55% se abbinato a sostituzione impianto o solare termico; +10% componenti UE

Fino a 1.000.000 €

II.B – Sostituzione di infissi e chiusure trasparenti (con sistemi di termoregolazione)

40% della spesa

+10% con componenti prodotti in UE

Fino a 500.000 €

II.C – Installazione di schermature solari, ombreggiamento o filtrazione solare

40% della spesa

+10% con componenti prodotti in UE

Da 10.000 € (controllo automatico) a 90.000 €

II.D – Trasformazione degli edifici esistenti in “edifici a energia quasi zero” (nZEB)

65% della spesa

+10% con componenti prodotti in UE

Fino a 2.500.000 € (3.000.000 € in zone E-F)

II.E – Sostituzione corpi illuminanti con lampade ad alta efficienza (LED)

40% della spesa

+10% con componenti prodotti in UE

Fino a 150.000 €

II.F – Installazione tecnologie di Building Automation (BACS) minimo classe B

40% della spesa

+10% con componenti prodotti in UE

Fino a 100.000 €

II.G – Infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici (abbinate a pompa di calore)

30% della spesa

In funzione della potenza e tipologia del punto di ricarica

Massimale variabile per punto di ricarica (es. 2.400 € standard)

II.H – Impianti solari fotovoltaici e sistemi di accumulo (abbinati a pompa di calore)

20% della spesa

+5% / +10% / +15% se moduli iscritti al Registro Fotovoltaico UE

Costo max: 1.500 €/kW (fino a 20 kW); 1.200 €/kW (20-200 kW); 1.000 €/kWh per accumulo

Per quanto riguarda invece gli interventi del Titolo III (accessibili anche a tutti i proprietari di abitazioni private e ai condomini), l’incentivo per le pompe di calore (III.A), i sistemi ibridi/bivalenti (III.B), i generatori a biomassa (III.C) e il solare termico (III.D) non si calcola come semplice percentuale fissa della fattura, ma tramite una formula tecnica che premia il rendimento dell’apparecchio (COP/SCOP o efficienza stagionale) e la zona climatica in cui è situato l’immobile (Roma, ad esempio, rientra nella Zona Climatica D), fino a coprire il 65% della spesa ammissibile. Per gli scaldacqua a pompa di calore (III.E), il contributo è pari al 40% della spesa sostenuta, con un rimborso massimo di 500 euro per modelli di capacità inferiore o uguale a 150 litri e di 1.500 euro per capacità superiori a 150 litri.

Per le imprese, inoltre, l’intensità complessiva dell’aiuto deve rispettare le soglie comunitarie sugli aiuti di Stato (Titolo V del decreto): l’aliquota base parte dal 25%-30% per le grandi imprese, sale per le medie imprese e può raggiungere fino al 65% per le micro e piccole imprese che realizzano interventi ad alta efficienza e fonti rinnovabili.

Rientrano sempre tra le spese ammissibili (comprensive di IVA quando questa rappresenta un costo effettivo non detraibile, come per i privati e i condomini):

  • Lo smontaggio e la dismissione del vecchio generatore o dei vecchi serramenti.
  • La fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche.
  • Le opere idrauliche e murarie strettamente necessarie alla corretta installazione a regola d’arte.
  • Le prestazioni professionali per la progettazione, la redazione della Diagnosi Energetica e il rilascio dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE).

 

Decreto correttivo Conto Termico 3.0: tutte le novità 2026 su fondi, controlli e obblighi tecnici

Dopo l’apertura del nuovo Portaltermico 3.0 avvenuta il 2 febbraio 2026, il GSE ha registrato un’affluenza di domande senza precedenti che ha portato alla sospensione cautelativa del portale il 3 marzo 2026 e alla successiva riapertura il 13 aprile 2026 per il solo accesso diretto. L’analisi dei flussi ha evidenziato come le prenotazioni inviate dai piccoli Comuni (incentivati al 100%) rischiassero di assorbire l’intero plafond nazionale, penalizzando i privati, le imprese e chi realizza lavori cantierabili in accesso diretto.

Per risolvere queste criticità, nell’ottobre 2026 il MASE ha predisposto il decreto correttivo al Conto Termico 3.0 (intervenendo sul D.M. 7 agosto 2025). Le modifiche introdotte ridisegnano le regole del gioco su sei fronti operativi:

Ambito di Intervento

Regola Originaria (D.M. 7 agosto 2025)

Novità del Decreto Correttivo (Ottobre 2026)

Ripartizione Fondi (900 M€/anno)

500 milioni € ai privati (150 M€ imprese) e 400 milioni € alle PA.

Riserve minime flessibili: almeno 300 M€ per PA e almeno 300 M€ per privati. Tetto massimo di 600 M€ per singola categoria.

Limiti alle Prenotazioni

Nessun sotto-limite percentuale rigido rispetto al plafond di categoria.

Le prenotazioni non possono superare il 50% dell’impegno annuo della categoria; raggiunto il tetto, resta attivo solo l’Accesso Diretto.

Piccoli Comuni (fino a 15.000 abitanti)

Copertura al 100% su tutti gli interventi ammessi su edifici comunali.

Copertura al 100% solo per il primo intervento; per i successivi l’aliquota scende all’80% (salvi scuole e ospedali ex art. 48-ter).

Rata Unica Pubblica Amministrazione

Erogazione secondo le regole ordinarie di prenotazione/accesso diretto.

Fissato un limite di 50.000 euro per l’erogazione in rata unica alle PA (per i privati resta fermo il limite di 15.000 euro).

Diagnosi Energetica e APE

Esenzione per sostituzione infissi (II.B) e schermature solari (II.C) sotto specifiche soglie.

Estensione dell’obbligo di Diagnosi Energetica ante-operam e APE post-operam anche per infissi e schermature solari.

Controlli e Recupero Somme GSE

Recupero dell’incentivo indebito in capo al Soggetto Responsabile.

Responsabilità solidale: il GSE può recuperare le somme anche da fornitori, installatori e mandatari all’incasso.

Oltre a questi punti, il decreto correttivo introduce tre precisazioni tecniche molto importanti per chi progetta:

  1. Abbinamento isolamento termico e solare termico: viene inserito anche il solare termico (accanto agli altri generatori rinnovabili) tra gli interventi che, se realizzati congiuntamente alla coibentazione delle superfici opache (II.A), permettono di innalzare l’aliquota dell’isolamento al 55% delle spese ammissibili.
  2. Biomassa e teleriscaldamento: viene rimossa la limitazione che impediva di qualificare come sostituzione d’impianto l’installazione di un generatore a biomassa in caso di distacco da una rete di teleriscaldamento non efficiente.
  3. Verifiche documentali e responsabilità degli operatori: l’introduzione della responsabilità solidale per installatori e fornitori (nei limiti degli importi incassati tramite mandato) mira a stroncare pratiche gonfiate o installazioni prive dei requisiti tecnici. Per il cliente finale – sia esso un condominio o un’azienda – questo si traduce nell’esigenza assoluta di affidarsi a un’impresa strutturata, capace di garantire la piena conformità tra progetto, materiali posati in cantiere e fatturazione.

 

Come richiedere il rimborso sul Portaltermico 3.0: la procedura passo dopo passo

Ottenere il bonifico del GSE richiede un rispetto rigoroso delle procedure formali fin dal primo sopralluogo. Un errore nella causale del bonifico o la mancanza di una documentazione fotografica prima dello smontaggio del vecchio impianto comporta il rigetto automatico dell’istanza. Ecco i passaggi operativi da seguire:

  1. Sopralluogo tecnico e Diagnosi Energetica ante-operam: prima di toccare qualsiasi impianto o serramento, un tecnico abilitato verifica la regolarità catastale dell’immobile, fotografa lo stato di fatto (comprese le targhette dei vecchi generatori da smaltire) e redige, ove prevista (e ora estesa dal correttivo anche a infissi e schermature nel terziario), la Diagnosi Energetica preliminare.
  2. Scelta dei materiali e verifica del Catalogo Pre-qualificato: dal 15 aprile 2026 il GSE ha reso operativo sul portale il nuovo Catalogo degli apparecchi domestici pre-qualificati. Scegliere una pompa di calore, un sistema ibrido o un collettore solare già iscritto a catalogo accelera drasticamente l’istruttoria tecnica. In questa fase si verifica anche la presenza di certificazioni Made in UE per ottenere il bonus aggiuntivo del 10%.
  3. Esecuzione dei lavori e smaltimento certificato: l’impresa realizza l’intervento a regola d’arte e rilascia la Dichiarazione di Conformità (DM 37/08) e i certificati di corretto smaltimento e dismissione del vecchio generatore sostituito.
  4. Fatturazione e pagamenti tracciati con dicitura corretta: tutte le fatture devono essere intestate al Soggetto Responsabile, descrivere in modo analitico l’intervento e riportare esplicitamente il riferimento normativo al D.M. 7 agosto 2025. I pagamenti vanno eseguiti tramite bonifico bancario o postale ordinario (o tramite leasing finanziario) indicando nella causale il riferimento al D.M. 7 agosto 2025, il numero e la data della fattura, oltre al codice fiscale o Partita IVA del beneficiario e del fornitore.
  5. Redazione dell’APE post-operam e invio al GSE entro 90 giorni: conclusi i lavori e completati i collaudi, il professionista redige l’Attestato di Prestazione Energetica finale e trasmette la pratica sul Portaltermico 3.0 entro e non oltre 90 giorni dalla data di fine lavori. Accettata la scheda-contratto, il GSE procede all’accredito sul conto corrente.

 

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Navigare tra le tabelle del Conto Termico 3.0, rispettare i nuovi vincoli del decreto correttivo 2026 e coordinare cantiere, impianti e pratiche GSE non è un’attività che può essere improvvisata. Un singolo documento mancante, una diagnosi energetica non conforme o una fattura compilata senza i corretti riferimenti al D.M. 7 agosto 2025 possono farti perdere migliaia di euro di contributo a fondo perduto.

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FAQ: Domande Frequenti sul Conto Termico 3.0

No. Per le abitazioni private (categorie catastali residenziali da A/1 ad A/7 e A/11), il Conto Termico 3.0 finanzia esclusivamente gli interventi del Titolo III, ovvero la sostituzione degli impianti di riscaldamento con pompe di calore, sistemi ibridi/bivalenti, biomassa, solare termico e scaldacqua a pompa di calore. La sostituzione degli infissi, le schermature solari e il cappotto termico (Titolo II) sono invece incentivati dal Conto Termico 3.0 se l'immobile appartiene a categorie catastali del settore terziario (uffici A/10, negozi C/1, laboratori C/3, capannoni e opifici del gruppo D, ecc.), a Enti del Terzo Settore o alla Pubblica Amministrazione.

L'impianto fotovoltaico e il relativo sistema di accumulo rientrano nel Conto Termico 3.0 (con un contributo base del 20% elevabile fino al 35% con moduli europei iscritti al registro) esclusivamente se vengono installati in abbinamento alla sostituzione dell'impianto di climatizzazione invernale con una pompa di calore elettrica su immobili del terziario, di imprese, ETS o PA. Non è ammesso l'incentivo sul fotovoltaico come intervento singolo slegato dalla pompa di calore.

No, per le medesime spese sostenute il Conto Termico 3.0 non è cumulabile con altri incentivi statali o detrazioni fiscali (come Ecobonus o Bonus Ristrutturazioni). È tuttavia possibile, all'interno di una ristrutturazione complessiva, utilizzare il Conto Termico 3.0 per la sostituzione dell'impianto termico (incassando subito fino al 65% sul conto corrente) e sfruttare le detrazioni fiscali edilizie per le opere murarie, gli infissi residenziali o le finiture interne, avendo cura di mantenere una fatturazione e una contabilità rigorosamente separate.

Con la procedura di Accesso Diretto, una volta caricata la pratica entro 90 giorni dalla fine dei lavori e completata positivamente l'istruttoria del GSE (che richiede in media 60 giorni), viene attivata la scheda-contratto. Il pagamento della rata unica (per incentivi fino a 15.000 euro per privati e imprese) o della prima rata annuale avviene generalmente entro l'ultimo giorno del mese successivo al bimestre in cui ricade l'accettazione, portando il tempo medio complessivo di incasso a circa 60-90 giorni dall'approvazione.

Il decreto correttivo dell'ottobre 2026 è intervenuto proprio per evitare il blocco totale vissuto nella primavera 2026: fissando un tetto massimo del 50% per le prenotazioni e riserve minime garantite di almeno 300 milioni di euro per i privati e 300 milioni per le PA, le risorse per chi opera in Accesso Diretto a lavori conclusi risultano protette. Qualora venisse comunque raggiunta la soglia massima di impegno annuo di categoria (600 milioni di euro), vengono sospese le sole prenotazioni, lasciando aperto il canale dell'accesso diretto o riallocando l'istanza sul plafond entro i termini stabiliti dal GSE.

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